bullismo online

Rete Pericolosa – Quello che noi genitori non immaginiamo!

Martedì 6 giugno 2017 abbiamo realizzato per le nostre mamme il secondo dei 10 Workshops in programma richiestoci dal CLS – Consorzio Lavoratori Studenti in collaborazione con Familydea.
Il tema proposto riguardava i  rischi sempre più concreti che i nostri figli incontrano viaggiando in rete.

Grande l’interesse da parte delle mamme che hanno preso parte all’incontro.

Nel comunicato stampa pubblicato qualche giorno fa ci sono tutte le informazioni dettagliate riguardanti il workshop mentre in questo articolo vogliamo soffermarci su quello che è stato scoperto, capito, e soprattutto provato, mentre a parlare erano l’ispettore della polizia postale Corrado Palmarin e il professore dell’Associazione “Il Germoglio” e stimatissimo esperto del settore, Dr. Giuseppe Maiolo e una delle nostre mamme/testimone Chiara.

Le immagini e le scritte nei video che ci sono stati mostrati riguardanti le statistiche dei pericoli in rete o il come ci si può cadere facilmente, valgono più di mille parole.

Si pensa che i bambini sotto i 4 anni siano ancora relativamente lontani dai rischi della rete, tanto più che molti non sono abituati all’uso quotidiano dei dispositivi di connessione ad essa.
Ma possiamo davvero credere che ne siano ancora così lontani e immuni?

Il professor Maiolo ha detto di aver ricevuto richieste di aiuto per casi di bullismo chiamiamolo “classico” da educatrici di Scuola Materna! Scuola Materna, capite? Bambini che hanno al massimo 5 anni! E anche altri casi di cyberbullismo nelle prime due classi della Scuola Primaria.

Per capirci, all’età in cui noi eravamo ancora coi calzettoni bianchi traforati al ginocchio intente a giocare con Barbie e Big Jim, i nostri figli inviano messaggi minatori ai compagni di classe attraverso Whatsapp alle 2 di notte. Sì, avete letto bene! Alle 2 di notte, mentre noi dormiamo e ce li immaginiamo felici che sognano caprette che brucano l’erbetta fresca sotto il cielo azzurro.
Tutto questo non nelle avanzate New York o Australia ma nella ridente valle dell’Alto Adige.

I nostri figli chattano nella maggior parte dei casi con sconosciuti e proprio a questi raccontano segreti e desideri. Sanno a 7 anni cosa sono il vamping e il sexting mentre noi non abbiamo lontanamente idea di cosa significhino queste parole.

Il problema è proprio questo: dobbiamo smettere di paragonare l’infanzia e l’adolescenza con quelle dei nostri tempi, di 30, 40 anni fa. Dobbiamo metterci in testa che questa generazione non è la nostra, che a separarle sono anni luce di “progresso” della tecnologia e di “regresso” della comunicazione tra generazioni diverse.

I nostri figli si fanno adescare da pedofili e sette di ogni genere in rete perchè si sentono falsamente ascoltati e capiti da loro mentre non lo sono in casa. Perchè spesso la nostra prima preoccupazione è rivolta, nella maggio parte dei casi, al rendimento scolastico e alla salute fisica, ma non ai rapporti sociali che intrattengono dentro e fuori dalla rete internet.

Possibile che nel 2017 non notiamo se il nostro bambino cambia il suo modo di comportarsi o ha segni strani sulle braccia? NO, NON LO VEDIAMO!!! O non vogliamo vederlo?

Fatto sta che da un incontro come questo si esce con l’animo appesantito dall’idea che il nostro ruolo di mamme richiederà molto più impegno di quello che già avevamo messo in preventivo. Ma anche con l’idea che siamo proprio noi genitori che abbiamo il potere e il DOVERE di prevenire, prima di dover curare.

Come?
Stando vicino ai nostri figli. Non lasciandoli in balia della tecnologia. ATTENZIONE! Non si è parlato di proibire l’uso di smartphone, tablet e pc ma di ma accompagnarli alla loro scoperta esattamente come facciamo quando leggiamo e commentiamo insieme un libro o un cartone animato.

Guardare quello che fanno i nostri figli e cercare di ascoltare non solo quello che ci dicono, i voti a scuola, le sfuriate perchè non possono avere le scarpe ultimo modello o vedere il cartoon all’ora di pranzo, ma quello che vorrebbero dirci ma non riescono a dirci con le parole.

Vi aspettiamo al prossimo incontro!

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