L’uomo selvaggio di Monticolo

Che meraviglia il lago di Monticolo, con i suoi riflessi quasi magici che ti fanno sentire bene e in pace con il mondo intero.

Inspirate, espirate, ammirate il panorama circostante con le sue conifere latifoglie e il clima mite.

A proposito, lo sapevate che il lago di Monticolo è composto da due laghi alpini?
Eh si! Si tratta del lago Grande e del lago Piccolo, situati sul Monte di Mezzo in provincia di Bolzano sopra ad una collina che sovrasta i paesini di Vadena e di Laives.

A sud del lago Grande si trova il “castelliere dell’età del bronzo di colle Joben”, una specie di osservatorio astronomico preistorico con molti resti di un insediamento antico.
Un altro sito preistorico si trova a Col dell’Olmo a nord del lago Piccolo.

Davvero un posticino con molta storia da raccontare!
In questo periodo ancora nessuno corre il rischio di immergere un piede nelle sue acque limpide, perché fa freddo, ma d’estate il divertimento è assicurato.

Per tutta la stagione vige il divieto di barche a motore e a vela e si può nuotare in tutta tranquillità nelle zone a norma di sicurezza. 
D’inverno, quando è tutto bello ghiacciato, si va li a pattinare.

Bello di giorno, ma chi di voi, ci passerebbe la notte?
Io sicuramente no, soprattutto dopo aver scoperto la leggenda del posto.

In una casetta in mezzo agli alberi viveva un uomo selvaggio, alto, grosso, a detta di tutti molto cattivo noto con il nome di: “uomo selvaggio di Monticolo”!

Una sera un signora di una certa età si reca nel bosco a raccogliere rami secchi per la sua stufa.
Raccogli e raccogli non si accorge che il sole era ormai tramontato.

Quella vecchina però, non fece mai più ritorno a casa. 

Si era persa? Non si sa, ma nessuno quella sera andò a cercarla.
La mattina seguente ritrovarono alcuni resti del suo corpo sul colle “Windmannsbühel”, vicino alla casa dell’omone cattivo. 

Dedussero che se la fosse mangiata lui.

Un giorno, l’uomo selvaggio si recò nel paese di Colterenzio e chiese in prestito ad un contadino alcuni buoi con i quali voleva trasportare delle pietre sulla collina.

Spaventato, il contadino glieli diede ma, diffidente, lo seguì per vedere come l’uomo trattava gli animali che gli aveva imprestato.
Il povero contadino impaurito notò che l’ormone malmenava le povere bestie ma la paura era così tanta che non osò avvicinarsi e corse a casa senza fare nulla.

La mattina seguente andò a vedere nella stalla, sicuro che non avrebbe mai rivisto i suoi animali. Invece, li ritrovò ed erano anche ingrassati e molto più  forti del giorno prima. 

Eppure, aveva visto con i suoi occhi quello che era successo!

Molto, moltissimo tempo dopo, alcune persone si recarono nel bosco e passarono davanti alla casa dell’omone. 
Non si era più visto e non si sentiva più parlare di lui così, curiosi come non mai, visto che la porta era aperta, decisero di entrare in casa sua a curiosare e vedere se era vivo o morto. 

Al suo interno trovarono una grande cava.
Scesero senza fare rumore e appena furono tutti dentro le pareti iniziarono a girare vorticosamente facendo cadere tutti a causa delle vertigini.

Sembrava quasi che quell’enorme buco volesse inghiottirli.
Tutto d’un tratto tutto intorno a loro iniziò a brillare e le rocce si trasformarono in oro puro.

Scapparono fuori impauriti ma sapendo che li sotto c’era dell’oro decisero dopo poco di ritornare nella cava.

Armati di coraggio si addentrarono e tornarono sui loro passi ma, una volta entrati, tutto taceva e le pareti erano tornate ad essere semplice roccia.
Fatto sta che dell’omone non si seppe più nulla. 

Chissà se è realmente esistito o se fa parte della fantasia tramandata dai nostri avi. 
Non lo sapremo davvero mai!

Però, se per caso vi addentrate nel bosco del Lago di Monticolo e passate davanti alla sua casa, vi consiglio di fare come dice la tradizione: proteggetevi dalla presenza di spiriti maligni facendo il segno della croce. 

Alla prossima.