giocattoli sicuri

Negozi cinesi: attenzione al simbolo CE

Compleanni, Natale, battesimi e chi più ne ha più ne aggiunga, quanti regali dobbiamo fare ai nostri figli e a quelli delle nostre amiche, durante tutto l’arco dell’anno? Tanti! Come sono tanti i soldi da spendere. Se poi teniamo conto che gli inviti solitamente arrivano all’ultimo momento e cadono puntualmente nel weekend…è facile capire come mai molte di noi preferiscono entrare in un negozio cinese e acquistare i doni all’ultimo minuto: costano poco e sono aperti anche la domenica.

Un peluche, un camioncino dei pompieri, una bambolina o le pentoline. Oggetti colorati che all’apparenza sembrano innocui, ma che possono essere davvero pericolosi per i bambini.

Non stiamo dicendo che bisogna tenere i nostri figli dentro a campane di vetro, d’altronde anche i bimbi cinesi giocano con giochi cinesi, ma è importante evitare che vadano incontro a pericoli prevedibili.

Esistono delle norme che sono state scritte proprio per salvaguardare la salute dei nostri bambini. Norme che controllano se i giocattoli in commercio sono stati costruiti in maniera adeguata: certi giochi rilasciano sostanze tossiche, possono incendiarsi, alcuni pezzi possono staccarsi ed essere ingeriti o possono avere fessure nelle quali restano incastrate le dita. Vogliamo davvero rischiare così tanto?

Giocare è una delle principali attività dei bambini ed è un’azione che occupa gran parte della loro giornata. Proprio per questo è fondamentale che ciò che tiene fra le mani sia sicuro e non possa in alcun modo fargli male.

Ma come possiamo capire se quel gioco è sicuro?
Prima di tutto: controllare il marchio CE
La regola fondamentale è quella di controllare che sul prodotto (e sull’imballaggio) sia ben visibile il marchio CE. Questa sigla certifica che il prodotto è conforme alle norme europee e ha superato test di infiammabilità, radioattività e igiene. Senza questo marchio, il giocattolo non può essere venduto in Europa e, se è tra le mani del vostro bambino, è meglio farlo sparire subito.

Il marchio CE ci informa che su quel giocattolo sono state applicate una serie di procedure, è stata effettuata un’analisi dei rischi, sono state fatte delle prove dei test i calcoli, prima delle sue immissione nel mercato, al fine di garantire la sicurezza per l’utilizzatore finale.

Tanto più il prodotto può creare danni all’utente finale tanto più accurate dovranno essere le procedure per la marcatura CE europea. Ecco perchè alcuni prodotti europei hanno un costo più alto rispetto a quelli di altri paesi.

NONO SOLO! Il marchio CE garantisce anche la sicurezza dei lavoratori e il rispetto per l’ambiente. Fattori che, come ben si sa, non sono priorità del mercato cinese.

Attenzione!! Anche il marchio CE può essere contraffatto.
Nell’immagine seguente si capisce che la differenza si trova nella grafica.
A sinistra quello giusto (Comunità Europea) mentre a destra quello sbagliato (China Export).
Non è facilissimo, ma con il tempo ci si abitua e lo si riconosce alla prima occhiata e si può identificare grazie a un semplice accorgimento: le due lettere sono ricavate da due cerchi, come si può bene vedere dall’immagine a sinistra. Basta quindi verificare che fra la C e la E ci sia almeno la metà della larghezza della C.

foto da analisirischimacchine.co

Oltre al riconoscere il marchio CE, dal 2012, se vogliamo veramente stare tranquilli, possiamo avere una garanzia in più grazie al marchio aggiuntivo “Giocattoli sicuri”.
L’istituto italiano sicurezza dei giocattoli (lisg) ha il compito di controllare e certificare la sicurezza di tutto ciò che fa parte del mondo dell’infanzia: giocattoli, accessori puericultura, arredamento, abbigliamento, arredi parchi gioco e centri commerciali,…

Un team di tecnici, ingegneri e chimici analizza e controlla i prodotti da mettere in commercio, mentre un team di psicologhe valuta le modalità di interazione dei bambini con i giocattoli, durante le varie fasi dello sviluppo.

Ricordiamo inoltre che se vi capita di trovare articoli non a norma, oltre alle sanzioni civili ed eventualmente penali per i produttori, sul piano contrattuale e commerciale il rapporto di compra-vendita è nullo ai sensi dell’art. 1418 del codice civile. Quindi si può non procedere al pagamento, si può rendere la merce e si possono richiedere danni eventualmente subiti, anche a distanza di 5 anni.

Vale davvero la pena rischiare la salute dei nostri bambini?

Alla prossima!

 

I contenuti di Mamme di Bolzano e dintorni sono puramente a carattere informativo.
Non sostituiscono in nessun modo il parere degli esperti. 

 

 

 

 

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